Una bambina da una moneta ad un violinista e…
Flash mob sulla musica dei “Carmina Burana” alla stazione di Vienna
Nel caos della stazione qualcuno, piano piano comincia a suonare, tutti pensano ai soliti mendicanti, ma poi ne arrivano altri e qualcuno comincia a cantare. Musica di qualità, dal vivo, per tutti, un sogno bellissimo che vive, per qualche minuto, in questo flash mob.
http://video.tvzap.kataweb.it/video-viral/carmina-burana-il-flashmob-alla-stazione-di-vienna-e-spettacolo-puro/3652/3657
Expo 2015: presentato il padiglione della società civile
Vita no profit racconta la presentazione del padiglione della società civile.
http://www.vita.it/non-profit/volontariato/presentato-il-padiglione-della-societ-civile.html
Vita e morte nelle strutture per anziani.
Direttamente da Pro publica un’inchiesta su come si vive e si muore nei centri assistiti per anziani, le nostre case di riposo. Ne emerge un ritratto in chiaroscuro interessante per fare un confronto su quanto sappiamo delle nostre strutture per anziani.
http://www.propublica.org/series/life-and-death-in-assisted-living
La segregazione adesso!
Direttamente da propublica.org una bell’inchiesta su scuola ed integrazione, attraverso diverse storie, si racconta come negli Stati Uniti del sud dopo la grande battaglia contro la segregazione e le scuole separate fra neri e bianchi ora si stia, strisciantemente, tornando a riproporre un modello segregazionista.
http://www.propublica.org/article/segregation-now-the-resegregation-of-americas-schools#intro
Stop allo spreco di cibo con un piano nazionale. La proposta del viceministro dell’Agricoltura Andrea Olivero.
La costituzione secondo don Milani
Così Papa Roncalli superò gli schemi
L’enigma secondo il futuro Benedetto XVI: Giovanni XXIII si definiva un sacco vuoto ma diede una svolta alla storia della Chiesa
Perchè la Resistenza? (Benigno Zaccagnini)
“Alla fine accettai. Tommaso Moro, che per noi cattolici era un simbolo di libertà e di opposizione all’assolutismo di stato, divenne il mio nome di battaglia.
Che cos’era, per noi che abbiamo combattuto il fascismo e il nazismo, la Resistenza? La Resistenza è stata innanzitutto una intima profonda scelta morale, compiuta dai giovani e dai non giovani.
Una scelta difficile, per un impegno che si sentiva sorgere dal profondo della coscienza: una scelta fra assistere passivamente e subire gli eventi o cercare di assumersi le proprie responsabilità, coi rischi connessi, per orientare il senso della storia, delle vicende storiche che stavamo vivendo, per l’affermazione di alcuni fondamentali valori nei quali credevamo, perché radicati nella nostra coscienza.
Libertà e partecipazione, giustizia e solidarietà, pace. Valori umani universali che hanno dato e danno forza morale alla politica. Aldilà delle distinzioni dei partiti che della politica sono solo strumenti. Ognuno con una sua verità e idealità parziale ma uniti al servizio di un bene veramente comune.
Guerra alla guerra: fu la resistenza.
Ribelli per amore: furono i resistenti.
Potevamo essere dei ribelli? Era lecita la rivolta? Noi non potevamo agire né per vendetta, né per calcolo, né per odio, ma solo per giustizia e per amore.
Ribelli perché non avevamo nulla da difendere, ma avevamo il dovere di segnare con la rivolta la nostra radicale separazione e avversione. Ribelli per il dovere di essere non passivi testimoni di quel fallimento, ma attori impegnati a indicare con amore la linea di una nuova più giusta, più vera, più cristiana convivenza umana.
Dovevamo essere presenti per amore di quel mondo nuovo che tutti sognavamo a cui ognuno offriva tutto se stesso perché portasse il segno della propria fede e della propria idea”.
(Benigno Zaccagnini)
Giovanni XXIII, la santità di un papa rivoluzionario
Giovanni XXIII, la santità di un papa rivoluzionario nel bell’articolo dello storico Paolo Gheda
