Sei Rom? Licenziata!

Licenziata perchè rom. se in fondo l’idea che i rom non lavorano, nascesse dal fatto che quelli che lavorano, per non essere licenziati devono nascondere di esserlo!

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La testimonianza di Marinela, attivista della campagna “Il mio nome e’ Rom” racconta un episodio di discriminazione nel lavoro di cui sono vittima tanti Rom. Dopo la dichiarazione di essere Rom il datore di lavoro prima pensa a uno scherzo poi la licenzia. “Nessun cliente vorrebbe essere servito da uno zingaro” è la motivazione.

I pregiudizi sui rom esistono da sempre. Ma mi meraviglia il fatto che ancora oggi siano presenti, addirittura aumentati.
Atti di discriminazione e odio nei confronti dei rom avvengono tutti i giorni. Io vedo atti simili sui mezzi pubblici, negli ospedali e così via e non faccio altro che cercare di combatterli, anche se non sono diretti alla mia persona. Purtroppo vi sono persone che assistono a scene di violenza, di discriminazione e non dicono nulla, al contrario ritengono corretto un comportamento del genere nei confronti dei Rom. Anche io ho subito una forma di discriminazione…

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QUALE POLITICA, QUALE ITALIA, QUALE EUROPA. Al tempo della frammentazione e dei populismi

Lunedì 5 maggio 2014 dalle 18.00 alle 20.30
via di San Gallicano, 25 (Trastevere)

In tempi di crisi sociale, l’attenzione va alle cose veramente importanti. In questi giorni un grande evento spirituale e per certi aspetti storico come la canonizzazione a Roma dei beati Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, nella seconda Domenica di Pasqua, intitolata, proprio da Giovanni Paolo II, al culto della Divina Misericordia, che ci coinvolge tutti. E’ un tempo, il nostro, che manca di misericordia.

Anche nella politica italiana sono sempre più forti le voci che in nome del rinnovamento invocano una giustizia sommaria e acuiscono la disillusione. Ma c’è anche chi ha voglia di ricostruire il Paese con le persone e il bene comune davvero al centro. E’ in realtà una necessità. Anche se sembra che molto vada in un’altra direzione.

Ci riuniamo allora per chiederci come cambiare in meglio l’Italia e la storia e come cominciare noi a farlo per primi.

Lo facciamo rafforzati dall’esempio di un testimone del Vangelo come Papa Giovanni, e la sua fiducia in quello che unisce, più che in quello che divide e da Giovanni Paolo II e dalla sua visione dell’uomo e della storia, capace di sogno e di visione. E’ una compagnia che ci rafforza nella scelta di resistere alla tentazione amara del pessimismo della storia, per aprirci alla medicina della misericordia, anche come ricetta politica e sociale.

Lo facciamo in questo tempo speciale, segnato da Papa Francesco, dalla sua gentilezza e dalla sua fiducia in ogni essere umano. In poco tempo ci ha coinvolto con la sua proposta di mettere le periferie al centro e di cambiare noi stessi e il mondo partendo dal perdono e dal superamento dell’indifferenza. Non è impossibile in questo tempo lavorare e immaginare come possibile una società meno indurita, aperta alla bellezza, all’amicizia, alla tenerezza, ai poveri.

Mario Marazziti

Flash mob sulla musica dei “Carmina Burana” alla stazione di Vienna

Nel caos della stazione qualcuno, piano piano comincia a suonare, tutti pensano ai soliti mendicanti, ma poi ne arrivano altri e qualcuno comincia a cantare. Musica di qualità, dal vivo, per tutti, un sogno bellissimo che vive, per qualche minuto, in questo flash mob.